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Test Jupiter -11

Dicembre 2017

Parto oggi con la nuova rubrica di recensioni di materiale fotografico.

Inizio con un'ottica vintage e di fabbricazione sovietica.

L'obiettivo è uno Jupiter-11, la cui produzione inizò nel 1949 partendo dallo schema ottico dello Zeiss Sonnar 135 f:4.

Nel dopoguerra, i Sovietici, dopo aver requisito i macchinari della Zeiss a Dresda iniziarono a produrre ottiche per fotografia con il nome Jupiter che, sembrerebbe derivi dalla assonanza tra Jupiter=Giove=Zeus dove Zeus richiamerebbe il nome Zeiss.

L'ottica in mio possesso è stata fabbricata molto probabilmente nel 1976, come si evince dal numero di matricola. (vedi Foto 1)

La costruzione è in alluminio con le ghiere della messa a fuoco manuale e del diaframma zigrinate. (vedi Foto 2)

L'attacco è a vite M39, lo stesso usato sulle Leica fino al modello IIIG del 1957. La distanza minima di messa a fuoco è di 2,5m, non molto se paragonato alle attuali realizzazioni. La copertura dell'immagine è per il formato 24x36. Il diaframma è composto da  15 lamelle che ne danno una forma circolare. Molto compatto è lungo 96mm, ha un diametro filtri di 40,5mm e un peso di 260g. E' composto da 4 lenti in 3 gruppi. L'apertura del diaframma varia da f:4 a f:22 in modo continuo. In buone condizioni lo si può trovare per circa 45 - 60 Euro.

Per il test ho montato l'obiettivo su un corpo digitale Full Frame Sony A7 II. Ho scelto la Mirrorless di casa Sony perchè, oltre a essere Full Frame, non avendo il box specchio delle reflex consente il montaggio di qualsiasi ottica tramite adattatore mantenendo la messa a fuoco all'infinito. Data l'età del progetto non aspettiamoci miracoli nel controluce.

Nella Foto 3 ho impostato il diaframma a f:8 e l'esposizione a priorità del diaframma. Per la messa a fuoco manuale mi sono avvalso del focus peaking della Sony A7 II in quanto il mirino elettronico non ha aiuti ottici tipo microprismi o immagine spezzata.

L'immagine è una scena ripresa dal mio ufficio quest'autunno in una giornata soleggiata. La foto pubblicata è il jpg generato dalla Sony A7 II senza nessuna manipolazione.

Ai bordi estremi si nota una notevole vignettatura.  I colori appaiono 

naturali con un sapore vintage che richiama le vecchie diapositive Kodachrome 25. Molto buoni sia il microcontrasto che l'effetto tridimensionale. Parti in ombra chiuse con pochi dettagli. Distorsione praticamente assente e ben controllate le aberrazioni cromatiche. Bello anche il fuori fuoco, grazie anche a un diaframma praticamente circolare.

Nell'ingrandimento al 100% (Foto 4) si può vedere come il dettaglio al centro immagine sia molto buono.

Naturalmente il mio test non ha rigore scientifico, essendo solo una prova sul campo, che poi è quello che conta, nella fotografia. 

In alternativa c'è il Canon FD 135 f: 2,8 che a un prezzo sul mercato dell'usato uguale allo Jupiter 11 offre però qualcosa in più. Lo proveremo prossimamente.

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Claudio Begali

Foto 1
Foto 2

Foto 3 - Immagine intera

Foto 4 - Ingrandimento al 100%